Come collare in superficie la carta fatta a mano per scrivere con la penna stilografica
Se l'inchiostro della penna stilografica spande o trapassa i tuoi fogli fatti a mano, prova la collatura superficiale: applica una colla sottile su un foglio asciutto e completamente formato per rallentare la penetrazione dei liquidi. Inizia con un piccolo lotto di prova, confrontalo con la carta non trattata e regolati in base alla combinazione di penna e inchiostro che usi abitualmente. La collatura può migliorare il controllo dell'inchiostro, ma il risultato dipende anche dalla struttura delle fibre e dalla porosità del foglio; pertanto, nessuna ricetta garantisce a priori tratti nitidi su ogni tipo di carta fatta a mano. La panoramica sulla collatura di Hand Papermaking e una rassegna tecnica sull'assorbimento della carta descrivono questi fattori.
Cosa cambia la collatura in un foglio fatto a mano
La colla è una sostanza aggiunta alla carta per modificarne la resistenza alla penetrazione dei liquidi. La collatura superficiale viene applicata dopo che il foglio si è formato ed è asciugato; la collatura in massa (o interna) viene invece incorporata nell'impasto prima della formazione del foglio. Per un piccolo quantitativo di fogli finiti, la collatura superficiale è il metodo pratico da testare. La gelatina e l'amido sono colle superficiali tradizionali, mentre le moderne colle interne sono pensate per essere incorporate durante il processo di fabbricazione della carta. Hand Papermaking spiega questa distinzione.
Lo spandimento (feathering) si verifica quando l'inchiostro si espande lateralmente oltre i tratti; il trapasso (bleed-through) è il passaggio dell'inchiostro sul retro del foglio. Una colla può ridurre la velocità con cui un liquido a base d'acqua penetra nella rete di fibre, ma non può eliminare qualsiasi causa di allargamento del tratto. Anche la porosità e la struttura della carta influiscono sull'assorbimento, e cambiare la penna o l'inchiostro può variare la quantità di liquido rilasciata. La rassegna scientifica sulla carta illustra sia la bagnabilità della superficie sia la penetrazione capillare all'interno del foglio, per cui è opportuno considerare la collatura come un singolo elemento di controllo all'interno di un sistema combinato. J. C. Roberts, "A Review of Advances in Internal Sizing of Paper".
Scegliere una colla superficiale e un foglio di prova
La gelatina è una delle opzioni documentate per la collatura superficiale della carta fatta a mano. Uno specialista di produzione della carta descrive una soluzione al 3% (30 grammi di gelatina secca in un litro d'acqua) come una preparazione impiegata per rendere la carta più resistente e robusta. Si tratta di una ricetta di riferimento, non di un livello ottimale garantito per la penna stilografica. L'amido è un'altra classica alternativa di collatura superficiale, ma la fonte raccomanda di sperimentare con una pasta diluita piuttosto che indicare una concentrazione valida per tutti i casi. La trattazione sulla collatura di Timothy Barrett.
Prima di trattare la carta destinata a un intero taccuino, metti da parte diversi fogli simili dello stesso lotto. Conserva un foglio di controllo non trattato e contrassegna gli altri con la concentrazione di colla o il metodo di trattamento utilizzato. Se la tua carta fatta a mano è pregiata o già decorata, fai prima una prova su un foglio di scarto: l'applicazione di un trattamento umido può alterarne la consistenza al tatto, l'aspetto, la planarità o la superficie. Una guida per restauratori rileva che la collatura incide sulla resistenza ai liquidi e su altre proprietà del foglio, e che le caratteristiche della carta e il suo utilizzo futuro sono determinanti nella scelta del trattamento. Il capitolo "Sizing/Resizing" del Paper Conservation Catalog.
Applicare uniformemente la colla di gelatina sui fogli asciutti
Per una prima prova riproducibile, usa la soluzione di gelatina al 3% documentata come punto di partenza, senza dare per scontato che sia perfetta per la scrittura. Il metodo cartario citato prevede di far reidratare la gelatina in acqua, riscaldarla fino a dissoluzione e mantenere la soluzione calda ma non bollente; viene indicata una temperatura di lavoro di circa 50 °C (122 °F). Il testo descrive anche l'aggiunta di allume pari all'1% del peso della gelatina secca, ma si tratta di una particolarità di quella specifica ricetta, non di un requisito indispensabile per ottenere un determinato risultato con la penna stilografica. Se scegli questa formulazione, segui il procedimento completo e le indicazioni sugli ingredienti riportati nella fonte originale. La ricetta e il procedimento di Barrett.
Immergi brevemente ciascun foglio di prova nella soluzione calda, quindi lascia scolare il liquido in eccesso. La fonte descrive la possibilità di impilare i fogli trattati tra appositi feltri oppure di stendere la colla con un pennello largo su un lato, attendere che perda la viscosità e poi trattare l'altro lato. Per una piccola prova domestica, stendere la colla con il pennello su entrambi i lati appoggiando il foglio su carta assorbente permette di controllare meglio la quantità di soluzione che raggiunge la carta; si tratta di un adattamento del metodo a pennello della fonte. Procedi con un'applicazione leggera e uniforme, sostenendo bene il foglio per evitare che si strappi da bagnato. Separa tempestivamente i fogli se li impili, poiché rischiano di incollarsi tra loro, e lasciali asciugare completamente stesi o appesi prima di effettuare il test.
Confrontare la carta trattata e non trattata con la propria penna
Una volta asciutti, prova i campioni trattati e il foglio di controllo non trattato con la penna, l'inchiostro e il pennino che usi abitualmente per scrivere. Su ciascun foglio, traccia le stesse brevi righe, includendo qualche occhiello, tratti veloci e un'area campita. Mantieni una pressione di scrittura e un flusso di inchiostro costanti. Esamina la parte frontale per individuare bordi sfocati, poi gira il foglio per verificare la trasparenza (show-through) e l'effettivo trapasso (bleed-through). Annota se l'inchiostro si è asciugato in tempi accettabili e se la superficie risulta troppo scivolosa, rigida, ruvida o appiccicosa rispetto alle tue preferenze.
Se dopo il primo trattamento l'inchiostro continua a spandere, prova un secondo campione con una colla più concentrata o applicata in modo più accurato; se invece il tratto resta troppo a lungo in superficie o la scrittura risulta poco piacevole, prova un'applicazione più leggera. Si tratta di aggiustamenti ragionati, non di garanzie di resa certe: le fonti dimostrano che la collatura modifica la resistenza ai liquidi, ma non stabiliscono una concentrazione adatta a qualsiasi fibra, foglio, penna o inchiostro. Modifica una sola variabile per volta per capire con certezza quale risultato derivi dal trattamento della carta.
Risolvere i problemi di risultati disomogenei
Se l'inchiostro spande in un punto e in un altro no, prima di trattare nuovamente l'intero lotto ipotizza una collatura non omogenea o una formazione irregolare del foglio. Prova a stendere la colla su un nuovo campione con pennellate regolari e sovrapposte, oppure immergi e scola un altro campione in modo uniforme. Barrett segnala che la colla superficiale può essere applicata anche solo localmente e che la collatura superficiale può essere combinata con quella in massa; per i fogli già formati destinati alla scrittura, concentrati sull'ottenere una copertura superficiale omogenea. La trattazione di Hand Papermaking sulle tecniche di applicazione.
Se l'inchiostro spande su entrambi i lati, è possibile che il foglio sia estremamente poroso o che la prova sia stata eseguita con una combinazione di penna e inchiostro dal flusso particolarmente abbondante. Prova un'altra penna o un altro inchiostro su un foglio di controllo non trattato prima di concludere che la collatura sia del tutto inefficace. Se il foglio diventa eccessivamente rigido, si imbarca o sviluppa una consistenza superficiale diversa, riduci la quantità applicata sul campione successivo, oppure fermati se queste caratteristiche per te contano più del controllo dell'inchiostro. Anche una raffinazione più lunga delle fibre (beating) può renderle più tenaci e la carta più resistente all'assorbimento dei liquidi, ma può aumentarne il restringimento; questa è una scelta da valutare nella produzione di un lotto futuro, non un rimedio per fogli già asciutti. Barrett sui compromessi tra raffinazione e collatura.
Decidere se collare l'intero lotto
Scegli il trattamento meno invasivo che offra una scrittura accettabile con la penna e l'inchiostro da te scelti. Se i bordi del tratto sul campione appaiono definiti e il retro rimane utilizzabile, ripeti la procedura su qualche altro foglio prima di passare all'intero lotto. Se desideri preservare la texture o l'assorbenza originale per il disegno o il collage, colla solo i fogli o le aree destinate alla scrittura con stilografica; la collatura superficiale può infatti essere applicata in modo selettivo. Hand Papermaking descrive la collatura superficiale localizzata.
Conserva una semplice annotazione insieme al lotto di carta: tipo di fibra o pasta, tipologia e concentrazione della colla, metodo di applicazione, condizioni di asciugatura, penna e inchiostro testati e osservazioni rilevate. Questo registro trasforma ogni piccola prova in informazioni utili per il lotto successivo. L'obiettivo pratico è un equilibrio: una resistenza sufficiente a mantenere leggibile la scrittura quotidiana, preservando al contempo l'aspetto e la piacevolezza al tatto che rendono speciale la carta fatta a mano.
Fonti
- Timothy Barrett, “Sizing Terminology and Practice”, Hand Papermaking.
- J. C. Roberts, “A Review of Advances in Internal Sizing of Paper”, The Fundamentals of Papermaking Materials.
- “17. Sizing/Resizing”, Paper Conservation Catalog, Book and Paper Group, American Institute for Conservation.
